20/01/2025
Ecco la presentazione di un bellissimo progetto legato alla didattica del museo veneziano della storia del costume, del tessuto e del profumo. Seguendo il progetto scientifico dell’allestimento che mette al centro dell’esibizione la moda veneziana del 1700, siamo stati chiamati a realizzare due costumi, uno femminile ed uno maschile della metà del 1700, che permettessero di mostrare quanti e quali fossero i pezzi che compongono un abito, in modo che grazie all’analisi della moda fosse possibile descrivere l’intera società
Per l’abito femminile si è deciso di riprodurre un “andrienne” o “andriè” come veniva chiamato a Venezia, con la predisposizione a trasformarlo in un “polonaise”, o in un “retroussée dans les poches”. Si sono inoltre realizzate due tasche, nonostante i due “panieri” fossero aperti e predisposti per essere utilizzati come borsette più capienti. Per mostrare anche l’arte del merletto, particolarmente sentita nella Venezia di metà secolo, si è realizzata la cuffietta, elemento fondamentale per ricreare una mise veneziana di metà secolo. Lo “stomacher” non è fissato al bustino, in modo che si possa mostrare come quest’ultimo, in quanto nascosto, fosse sempre lo stesso mentre la decorazione poteva essere facilmente sostituita per dare preziosità diversa all’abito.
Anche per l’uomo è stato scelto un modello di metà secolo, quindi con un gilè abbastanza lungo ma sagomato ed aderente al corpo, una giacca, lunga con grandi paramani, e i pantaloni tipici della metà secolo, quando ancora non essendo stato introdotto il cavallo del pantalone alto, occorreva creare delle pences che lasciassero libertà di movimento a seguire ad un cinturino in vita molto aderente che riproporzionasse il pantalone al corpo. Non essendo stata ancor introdotta la patta frontale (apertura a ponte) ai due lati della fascia della vita, si sono ricavate delle piccole tasche, non pratiche da raggiungere e per questo solitamente utilizzate raramente, mentre per orologi e tabacchiere si sono ricavate quelle sul lungo gilè e sulla giacca. Anche in questo caso l’abito è completato da un copricapo, un tricorno, il più tipico cappello del periodo.
Su indicazione dell’ufficio della didattica di MUVE i costumi si sono realizzati in cotone bianco, la parte più esterna in una tela di cotone grossa, mentre all’’interno come fodera si è usato cotone fine. Per le camicie, del popeline e della batista, sempre bianco, per consentire di mostrare anche la diversità dell’uso del tessuto senza distrarre con colori e finiture diverse, la realizzazione dello stesso.